CAPITOLO 4: Il Globo Dorato

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Il globo dorato era la fonte di luce che illuminava la foresta. Galleggiava a circa un metro dall’erba, nell’ampia radura dove si concludeva il cammino di Mirror.
Le pareti del globo pulsavano come le arterie di un cuore, ed oltre ad emanare onde di luce gialla, scandivano un ritmo che pareva provenire da ogni luogo, ed era l’unico rumore percepibile di quell’improbabile mondo.
All’interno della sfera galleggiante un corpo nudo, glabro e privo di sesso, attendeva in posizione fecale, il volto girato verso l’uomo che avanzava, gli occhi grandi, neri e privi di sclera fissavano senza batter palpebra. Era appeso al centro del globo, come tenuto da dei fili immaginari.
Mirror sembrava conoscerlo. Disse: «Eccomi»
E si fermò davanti a un passo dalla luce.

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