CAPITOLO 31: Il Sogno di Damian

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Nel sogno Damian tornò bambino. Vagava nuovamente dentro quel bosco oscuro, dove le ombre avevano occhi e gli alberi strusciavano i rami in fruscii fastidiosi.
Un momento prima suo padre era davanti a lui, seguendo dappresso i cinghiali ai quali dava la caccia; poi era scomparso, ingoiato dalle insidie del bosco.
Provò a chiamare suo padre, ma non ne ricordò il nome. Allora rimase immobile dentro un cerchio di querce nodose, mentre gli occhi delle ombre si accesero di una fiamma rosso sangue, e puntarono dritti sui suoi.
Iniziò a singhiozzare disperatamente, accasciandosi tra le foglie del sottobosco e abbracciandosi le ginocchia. Nascose il volto rigato di pianto e lasciò la sua mente sprofondare nella terra della follia.

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CAPITOLO 32: Il Sogno di Jade

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Jade rivisse la morte di suo fratello Kit.
Lei era sul prato davanti al fienile che divampava ormai in un fiamma accecante, le spalle rivolte al fuoco che aveva rubato la vita del suo piccolo fratellino. Non faceva caso al calore diventato ormai quasi insopportabile. Sperava di poterlo raggiungere presto, di essere anche lei divorata da quelle fiamme sprigionate per gioco pochi istanti prima, risultato di un incantesimo maldestro evocato per irradiare di allegria il volto di Kit.
Qualcosa però era andato storto.
Lei era stata veloce a guadagnare l’uscita della stalla, mentre il fieno sfrigolava sprigionando lingue rosse e gialle. Non si era voltata per assicurarsi se suo fratello la seguisse verso la salvezza.
Sul prato davanti al fienile Jade riversava lacrime nel folle intento di estinguere quel rogo.

CAPITOLO 33: Il Sogno di Divina

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L’uomo fuoriuscì dall’acqua movendo con sicurezza verso la spiaggia. Era nudo e possente, i lunghi capelli di alghe, le mani palmate, la pelle squamosa.
Si avvicinò alla ragazzina che giocava con i castelli di sabbia e le conchiglie. Lei non aveva mai visto un uomo nudo, un uomo così strano, un uomo con occhi profondi come il mare.
Provò a parlare, a muoversi, ma fu rapita da un incantesimo antico e non poté fare altro che assecondare il volere di quella creatura del mare.
Lui ne colse il fiore più intimo, e lo portò con se negli abissi.
Divina rimase accasciata sulla sabbia sporca di sangue, abbandonata ad un pianto silenzioso.

CAPITOLO 34: Il Sogno di Mirror

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Mirror nel sogno si svegliò di soprassalto, un bambino di dieci anni che aiutava il padre pastore ad accudire il gregge. Un urlo agghiacciante lo aveva destato, un richiamo che non gli permetteva di nascondersi di nuovo sotto le coperte e continuare a dormire.
Scese in fretta le gelide scale sotto i piedi nudi e uscì fuori all’aperto, verso il recinto da dove gli sembrava fosse giunto quel grido. Era il recinto del gregge.
La luna alta ed immensa illuminava a giorno la valle, una notte troppo luminosa per poter nascondere i misfatti delle perfide creature che la abitavano.
Appoggiato al recinto di legno Mirror bambino rivide le pecore dilaniate e le interiora sparse dappertutto sull’erba. Ma quelle viscere avevano un senso che lui non poteva conoscere.
Viste dall’occhio della luna componevano una parola: Niko.

CAPITOLO 35: I Dubbi delle 4 Entitá

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«Perché i Signori degli Abissi si sono intromessi nei nostri affari?» domandò la forma draconica di Niko agli altri.
«Dovreste saperlo voi che siete i loro creatori» rispose la luminosa voce di Lyra.
Intervenne Icon: «Noi abbiamo dato loro il Libero Volere, come ad ogni altra creatura senziente. Se così non fosse sarebbe inutile giocare con i mondi che noi creiamo».
«Come sapete non rispondono a me, ma potrei privarli dell’elemento in cui vivono» replicò Om dall’alto del suo trono di perle.
Ma Niko era cauto. Voleva vedere le reazione delle loro pedine prima di intervenire.
«No, aspettiamo» disse.

CAPITOLO 36: Il Deserto

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Al mattino un vento deciso soffiò dentro le vele del peschereccio, un fenomeno meteorologico che sembrava una soluzione sbrigativa ai problemi del capitano. La ciurma accolse l’evento con allegria e al tramonto, quando l’imbarcazione attraccò a un miglio dalla riva, si concesse una razione generosa di rum.
Una scialuppa accompagnò i due viaggiatori sulla spiaggia dorata di quella terra. Le dune di sabbia si perdevano nella distanza, oltre lo sguardo penetrante di Mirror.
Mentre gli ultimi sogni disturbavano ancora i suoi pensieri e quelli di Jade, si domandò se sarebbero riusciti a raggiungere il fiume prima che la sete li uccidesse entrambi.

CAPITOLO 37: Vento Amico

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Nella gelida notte del deserto Venom muoveva passi decisi attraverso le dune di sabbia. I due amanti si stringevano teneramente in silenzio, mentre la loro mente si dimenava come impigliata nelle ragnatele gettate dai loro incubi.
Damian pensava alle risa di suo padre mentre i cinghiali lo inseguivano, alla follia che lo aveva inondato, a quella notte di sangue in cui aveva preteso il sangue del suo sangue.
Divina ricordava Mivae, la somma sacerdotessa che la ricondusse davanti all’uomo del mare, colei che la costrinse a concedersi nuovamente alla creatura padrona dei suoi sogni.
Per fortuna il vento del deserto riusciva ad asciugare quelle lacrime che entrambi non potevano permettersi di versare.

CAPITOLO 38: Miraggi e Visioni

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I miraggi che il deserto richiama agli occhi dello stanco viandante sono in realtà le porte socchiuse che congiungono i mondi. La realtà è sottile in quei luoghi ostili, dove il sole avvampa, il vento corrode e il silenzio fa perdere la ragione.
A Mirror parve di scorgere, nel baluginare cangiante dell’orizzonte, un cavaliere ammantato di viola in compagnia di una donna. La visione appariva e scompariva mano a mano che proseguivano attraverso le dune. A volte era davanti a loro, altre dietro.
Jade sembrava a suo agio nel torrido abbraccio del deserto. Camminava davanti a Wind, voltandosi di frequente per assicurarsi che Mirror la seguisse senza perdere il passo.
Più di una volta l’uomo intravide, mentre Jade si voltava, il volto raggiante di Riva.

CAPITOLO 39: Niente da Perdere

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Niko muoveva la testa di Drago in un gesto di diniego. L’intromissione dei Signori degli Abissi nelle faccende dei Creatori lo irritava. Vedeva la sua opera come un disegno d’arte, un quadro curato in ogni sfumatura. Il pensiero che una sottile svolta potesse compromettere l’intero lavoro lo turbava profondamente.
Icon invece pareva divertito. Una variante inaspettata avrebbe ravvivato la storia.
In fondo nessuno aveva niente da perdere…

CAPITOLO 40: Eco da Altri Mondi

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Il fuoco danzava sopra la sabbia. Era di origine magica, perché tra le dune sabbiose del deserto non esisteva niente che si potesse bruciare.
In realtà erano due fuochi paralleli, due fenomeni connessi che diventavano la porta di congiunzione tra due mondi distanti milioni di anni luce.
«Stai ancora pensando a quel sogno?»
«Non posso evitarlo.»
«Neanche io.»
Le voci dell’uomo e della donna sembravano avere un eco, leggera e distante.
Ma nella piatta e desolata dispersione di quel luogo nessun rumore e nessun suono poteva permettersi di ritornare indietro.
«Lo senti anche te questo strano eco?»
«Siamo vicini a Utopia»
«La città abbandonata?»
«La città dove finiscono le storie…»

CAPITOLO 41: Incontro nella Notte

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Durante la notte nel deserto la morte si aggira desta, in forme raccapriccianti che conducono alla pazzia.
Solo l’orecchio allenato di Damian e l’istinto di sopravvivenza di Mirror potevano accorgersi di quella forma strisciante che, movendosi verso il loro bivacco, nascondeva tra le carezze del vento incessante il suo frusciare nella sabbia.
Nel mondo del Cavaliere di porpora vestito la nefandezza aveva la forma di un verme tentacolato, trasparente come una medusa e lungo molti metri. Si avventò su Divina, come se fosse stato attratto dai suoi splendidi occhi scuri, ma lei scartò saputamene di lato, con la fluidità di acqua che scorre. Damian approfittò della sua posizione alle spalle per colpirlo con un affondo della sua Uja.
Il verme strillò parole di morte e di follia, poi penetrò velocemente dentro la sabbia per andare a morire nella sua tana.
Mirror invece si trovò davanti ad uno scorpione gigante con la testa di donna. Jade fece avvampare la sua spada di un fuoco scuro, poi lui se ne servì per decapitare quell’orrore apparso dal nulla.
Il pericolo era sventato, ma il sonno era senza dubbio perduto.

CAPITOLO 42: La Giungla

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Il fiume sembrava davvero un miraggio. Quando Mirror vide luccicare la sua superficie in lontananza, credé che il sole e la sete gli avessero bruciato il cervello una volta per tutte. Anche Jade, benché meno provata di lui, fu felice di avere quella visione.
Wind bevve avidamente e presto recuperò le forze.
I due viaggiatori, montati nuovamente in sella al destriero, seguirono il fiume per un paio di miglia, fino a un facile guado. Si lasciarono poi il fiume alle spalle e subito una vegetazione esotica e selvaggia li abbracciò. Mirror non riconobbe la metà delle piante che li circondavano, alberi flessuosi e fiori dai colori dell’arcobaleno.
Erano giunti nella giungla che nascondeva Utopia.

CAPITOLO 43: Apoteosi del Conflitto

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«Cosa vi aspettate dal loro incontro?»
La voce di Om risuonò come risacca.  I suoi tentacoli si agitarono sopra il trono di perle. I suoi occhi erano vertiginosi abissi.
«L’apoteosi del conflitto. E’ logico.»
Le parole di Niko sembravano pronunciate meccanicamente. Era l’epilogo di ogni suo gioco, il vertice del suo unico divertimento. Lo scontro finale.
«Vedremo…» disse Icon con un ghigno della sua mostruosa maschera.
Lyra pulsò di luce, come irritata da tutta la pantomima in atto. Ma molto presto sarebbe finita, e tutti se ne sarebbero tornati a dormire.

CAPITOLO 44: Intuizioni e Mutamenti

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La giungla è un luogo multicolore, dove la vita fermenta in un infinità di livelli e sottolivelli che compongono un disegno sfuggente. Osservarla da vicino in ogni suo aspetto è come guardare la rappresentazione in scala della mappa di tutti gli universi. Tutto e tutti si muovono su orbite disegnate.
Tra la contorta vegetazione e le urla sconosciute di bestie celate, Damian incontrò un’amica perduta un giorno in un bosco: il suo nome era Paura. Divina divenne una figura alla quale aggrapparsi. Immaginò altre vite, altri modi, altre possibilità. Assaporò il cambiamento.
Mirror pensò per la prima volta  al Calice, l’oggetto richiesto da Niko. Le leggende erano molte, e si rivolgevano all’oggetto con appellativi quali  “Portale del Sapere” e “Bicchiere della Verità”. Ma che cos’era esattamente?
Più la sua meta si avvicinava, più si convinceva che ciò che cercava non poteva trattarsi solo di un semplice oggetto.

CAPITOLO 45: Il Mistero di una Cittá

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Il tramonto li sorprese quando avvistarono i resti di quella che doveva essere stata, in una remota epoca sconosciuta, una grandiosa città.
Le pietre grigie ed enormi si mescolavano alla vegetazione ormai padrona, in un accostamento che ricordava a fatica  le costruzioni di cui un tempo facevano parte. Vi era un certa geometria in quella casuale disseminazione di rovine, quasi come se quel luogo fosse l’opera di un dio malizioso, un quadro per ingannare il viandante e fuorviare lo storico. Era mai davvero esistita Utopia? O le sue rovine erano sempre state solo e semplicemente rovine?
«Non possiamo entrare adesso!» esclamò Jade prendendolo per un braccio.
Mirror le rivolse un occhiata interrogativa.
«Se la notte ti sorprende in Utopia, potresti cadere in una frangia tra i mondi, e perderti per l’eternità…»
Non rimaneva altro da fare che aspettare il mattino.